Tutto quello che c’è da sapere sul nuovo riferimento AS 2026 e sugli atti autorizzati agli operatori socio-sanitari

Il perimetro d’intervento degli assistenti sanitari è cambiato di base giuridica nel 2026. Gli atti autorizzati non figurano più in un testo normativo autonomo, ma in una sottosezione dell’ordinanza del 26 giugno 2026 dedicata agli atti infermieristici. Questa scelta architettonica modifica la lettura del riferimento, gli obblighi di formazione e la responsabilità dei professionisti quotidianamente.

Ordinanza del 26 giugno 2026: un’architettura normativa inedita per gli atti degli assistenti sanitari

Prima del 2026, gli atti degli assistenti sanitari erano regolati da testi distinti da quelli che disciplinano la professione infermieristica. L’ordinanza del 26 febbraio 2025 aveva già ampliato il campo di competenze, ma rimaneva un testo incentrato sulla professione di assistente sanitario.

L’ordinanza del 26 giugno 2026 rompe con questa logica. Gli atti AS sono ora integrati nell’ordinanza che fissa l’elenco degli atti infermieristici, all’interno di una parte A dedicata ai professionisti che operano nell’ambito del ruolo proprio dell’infermiere: assistenti sanitari, ausiliari di puericultura e accompagnatori educativi e sociali.

Questa integrazione non è un dettaglio amministrativo. Significa che il perimetro AS è giuridicamente subordinato al ruolo proprio dell’infermiere laureato. Qualsiasi evoluzione futura degli atti infermieristici potrà avere un effetto diretto su ciò che l’assistente sanitario è autorizzato a realizzare, senza che sia necessario un nuovo testo specifico.

Per comprendere in dettaglio i blocchi di competenze prima e dopo la riforma, il nuovo riferimento AS 2026 merita una lettura attenta poiché le differenze con il quadro precedente sono marcate.

Assistente sanitario che consulta i protocolli del nuovo riferimento di competenze AS 2026 in un posto di cura

Confronto tra il riferimento 2021-2025 e il quadro 2026: cosa cambia negli atti autorizzati

La tabella qui sotto sintetizza le principali differenze tra il quadro derivante dal riferimento 2021 (completato dall’ordinanza del 26 febbraio 2025) e il nuovo dispositivo del 2026.

Criterio Riferimento 2021/ordinanza 2025 Quadro derivante dall’ordinanza del 26 giugno 2026
Supporto giuridico Testi specifici per la professione AS Sottosezione nell’ordinanza degli atti infermieristici
Elenco degli atti Estensibile tramite protocollo d’istituto Elenco chiuso, senza margine di interpretazione locale
Collegamento gerarchico Collaborazione con l’IDE, quadro flessibile Subordinazione esplicita al ruolo proprio dell’infermiere
Adattamento locale Possibilità di protocolli interni Nessuna estensione tramite protocollo d’istituto
Formazione di aggiornamento Obbligatoria per i laureati prima del 2021 Mantenuta, contenuto allineato alla nuova lista

Il punto più strutturante è la chiusura dell’elenco. Prima del 2026, alcuni istituti potevano, tramite protocolli interni, affidare ai propri assistenti sanitari gesti non esplicitamente previsti dai testi. Questo tipo di estensione locale non è più possibile dall’ordinanza del 26 giugno 2026.

Elenco chiuso degli atti assistente sanitario 2026: conseguenze pratiche in istituto

Un elenco chiuso significa che ogni atto realizzabile da un assistente sanitario è nominativamente iscritto nel testo. Se un gesto non è presente, è vietato, anche se il team di cura ritiene che l’assistente sanitario possieda la competenza tecnica per realizzarlo.

Le conseguenze sono dirette per i quadri sanitari e le direzioni d’istituto:

  • I protocolli interni esistenti devono essere auditati per verificare che nessun atto delegato superi l’elenco normativo del 2026.
  • La responsabilità giuridica dell’istituto è coinvolta se un assistente sanitario realizza un atto al di fuori del perimetro, anche su istruzione orale di un infermiere.
  • Le schede di lavoro e i riferimenti professionali interni devono essere aggiornati per riflettere rigorosamente il nuovo quadro.

Per gli assistenti sanitari stessi, questa chiusura porta a una chiarificazione. L’incertezza che circondava alcune deleghe di gesti scompare a favore di un quadro leggibile, ma più rigido.

Igiene, sorveglianza clinica e gesti tecnici

Gli atti autorizzati coprono ancora le cure di igiene e comfort, la sorveglianza dello stato clinico (misurazione dei parametri, osservazione dei segni di allerta) e alcuni gesti tecnici come le aspirazioni endotracheali su dispositivo in atto. L’ordinanza del 26 febbraio 2025 aveva ampliato questi gesti tecnici. Il testo del 2026 li riprende senza ampliarli ulteriormente, ma bloccando il loro perimetro.

Due assistenti sanitari in formazione continua che discutono delle nuove competenze del riferimento AS 2026 in una sala di formazione

Formazione di aggiornamento delle competenze assistente sanitario: chi è coinvolto

L’obbligo di formazione di aggiornamento riguarda gli assistenti sanitari in possesso di un diploma rilasciato prima della reingegnerizzazione del 2021. Questo obbligo, introdotto dal decreto del 23 luglio 2021, rimane in vigore sotto il nuovo quadro.

La formazione si svolge generalmente in tre giorni in presenza. Copre la realizzazione delle nuove cure autorizzate, la valutazione clinica nei limiti della professione e il lavoro in team multiprofessionale.

D’altra parte, gli assistenti sanitari formati dopo il 2021 secondo il riferimento a cinque blocchi di competenze e undici competenze chiave non sono tenuti a seguire questo aggiornamento. La loro formazione iniziale integra già le evoluzioni del 2025. Tuttavia, il contenuto pedagogico delle sessioni di aggiornamento dovrà essere rivisto per integrare la logica dell’elenco chiuso propria del quadro 2026.

Riferimento AS 2026 e collaborazione infermiere-assistente sanitario: un legame rafforzato

L’iscrizione degli atti AS nell’ordinanza degli atti infermieristici non è solo una scelta redazionale. Formalizza una subordinazione funzionale più netta. L’assistente sanitario opera nel perimetro del ruolo proprio dell’infermiere, non in parallelo.

Questa evoluzione cambia la dinamica del team. L’infermiere laureato rimane il garante della coerenza delle cure delegate. La sua responsabilità di supervisione è rafforzata, poiché il testo non prevede alcun meccanismo di delega autonoma per l’assistente sanitario al di fuori del quadro del ruolo proprio.

Per gli istituti confrontati a difficoltà di reclutamento infermieristico, questa subordinazione formalizzata rappresenta una sfida organizzativa. Senza un IDE presente o raggiungibile, l’assistente sanitario non può ampliare le proprie interventi per compensare una mancanza di personale. L’elenco chiuso e il collegamento al ruolo proprio dell’infermiere creano un quadro protettivo per il paziente, ma esigente in termini di pianificazione dei team.

Il quadro normativo del 2026 ridefinisce i contorni della professione di assistente sanitario con una precisione che i testi precedenti non offrivano. Questa rigore protegge i professionisti tanto quanto li vincola, e obbliga ogni istituto a rivedere le proprie pratiche di delega alla luce di una lista di atti che non tollera più interpretazioni.

Tutto quello che c’è da sapere sul nuovo riferimento AS 2026 e sugli atti autorizzati agli operatori socio-sanitari